Febbraio 6, 2008
Bello e avvincente questo sedicesimo episodio della terza stagione.
A nostro avviso, assieme a quello Locke centrico L’Uomo di Tallahassee, è uno dei migliori visti finora.
Vediamo qualche punto da prendere in esame tra dettagli e curiosità.

La puntata, coi flashback di Juliet che ci raccontano i primi tempi trascorsi sull’isola, ci svela alcuni particolari molto interessanti come ad esempio le donne dell’isola non riescono a portare a termine la gravidanza e che addirittura muoiono nel tentativo, oppure la stazione Flamma ovvero quella delle telecomunicazioni che avevamo già visto nella puntata 3×11 Digitare 77, custodita da Mikhail Bakunin. Un vero e proprio centro di raccolta di informazioni, che permette di vedere cosa c’è al di là dell’isola. Sarà motivo per Juliet di venire a conoscenza e di avere una prova che la sorella Rachel è viva, che la malattia del cancro fa parte ormai del passato ma soprattutto che è una madre felice, perchè ha concepito un bimbo chiamato Julian.



Siamo venuti a conoscenza di come Juliet sia arrivata nell’isola di Lost. Prima ingannata sul volo aereo che le avrebbe permesso di raggiungere la sua destinazione, il suo viaggio viene portato a termine a bordo di quel sottomarino, esploso poi per mani di Locke, lo stesso che avrebbe dato a Juliet la speranza di fare ritorno a casa qualche anno dopo. Quella promessa inizialmente mantenuta da Ben ma poi crudelmente negata, perchè Juliet, la dottoressa della fertilità, aveva un lavoro da svolgere sull’isola. Da portare a termine con successo, soprattutto.






Rivediamo i defunti Ethan e Goodwin, che si rivelano essere medici a disposizione dello staff di Ben.
Scopriamo che Goodwin ha avuto una relazione con Juliet, l’unico forse che sia riuscito a dare comprensione e aiuto nei periodi più difficili della donna. E ricompare ancora Richard Alpert, di lui sappiamo e abbiamo visto poco. Era nelle vesti di promoter dell’isola per Juliet e in collegamento video spiava con la telecamera Rachel per mostrarla a Juliet. E la data sul giornale dice chiaro: 22-09-2004, giorno del disastro aereo. Giorno in cui Ben ordina a Richard di fare ritorno. Ed è così che lo rivediamo nell’episodio L’Uomo di Tallahassee, mnetre spinge la carrozzina di Ben.






La strana malattia che colpisce Claire è frutto del periodo in cui la ragazza era stata rapita da Ethan e portata nella stazione medica della Dharma, quella del Caduceo, dove già in passato tenevano gli esperimenti sulle donne gravide, motivo per il quale era stata chiamata Juliet dall’altra parte dell’oceano.
E sarebbe proprio Juliet ad avere la soluzione per poter far guarire Claire.




Piccolo dettaglio, l’incisione sull’albero.
E’ identico al simbolo marchiato sulla schiena di Juliet, il giorno del suo processo.

Abbiamo assistito con emozione al ritorno di Jack al campo.
Le reazioni dei compagni però non sono amichevoli nei confronti di Juliet, specialmente da parte di Sawyer. Hurley tenta un approccio con Juliet, che gli rifila pure una simpatica battuta.
Le scene finali ci mostrano Juliet fare la tenera con Jack in riva al mare.
Ma una scena caratterizzata dal flashback ci mostra il contrario di tutto. Con sorpresa e sconcerto.
Juliet ha un piano con Ben. Juliet sta tessendo una trama già studiata.
E il bello a quanto pare deve ancora arrivare. Il suo lavoro sull’isola non è ancora finito!









immagini tratte dalle galleria di Lost Media
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Pubblicato da rai2lost
Gennaio 16, 2008
La dodicesima puntata dedicata a Clarie ci ha riservato un bel colpo di scena.
Vediamo allora nei dettagli, le curiosità di questo episodio che non è stato poi così male!
Partiamo dai minuti iniziali, con il flashback di Claire.
Dopo varie puntate, l’inizio si avvia con l’apertura dell’occhio di uno dei protagonisti. Stavolta è toccato a Claire. La ragazza è coinvolta in un incidente stradale assieme alla madre, che avrà la peggio: cade in coma.
E quando Claire va a fare visita alla madre fa la conoscenza di suo padre, colui che credeva morto molto tempo prima. Si tratta così di Christian Shephard ovvero il papà di Jack.
Si innesca così un meccanismo del tutto incredibile. Sull’isola ci sono due fratellastri che assolutamente non sanno nulla di questo legame di parentela.
Su proposta di Christian, prima che lui lasci l’Australia, i due si incontrano, così Christian ha modo di raccontare a Claire il passato vissuto insieme. Discutono poi sulle scelte da prendere dal momento che le condizioni di salute della mamma non sono per niente buone. E proprio per questo l’incontro non termina nel migliore dei modi.







Sull’isola, intanto, Claire e Charlie tentano di lanciare dei messaggi affinchè qualcuno possa accorrere in loro aiuto.
Così prima si affidano ad un gabbiano legandogli alla zampa un biglietto. Ad un gabbiano perchè come dice Claire in quella stagione i gabbiani migrano verso sud e che gli scienziati li hanno sondati per seguire la loro migrazione. Così propone a Charlie di aiutarla affinchè un gabbiano possa recapitare agli scienziati il loro messaggio d’aiuto.
Ed ecco il testo del messaggio.
Siamo i sopravvissuti del volo Oceanic 815.
Siamo ancora in vita su quest’isola da 80 giorni.
Eravamo in volo da 6 ore quando il pilota ha detto che eravamo fuori rotta ed ha virato verso le Fiji.
Ci siamo imbattuti in una turbolenza e siamo precipitati.
Siamo rimasti ad aspettare qui tutto questo tempo in attesa di soccorsi che non sono arrivati.
Non sappiamo dove ci troviamo. Sappiamo soltanto che non ci avete trovato.
Abbiamo fatto del nostro meglio per vivere su quest’isola.
Alcuni di noi hanno accettato il fatto che potremmo non lasciarla mai.
Non tutti sono sopravvissuti dopo l’incidente, ma c’e’ anche una nuova vita e con essa, c’è speranza.
Siamo vivi.
Per favore, non abbandonateci.



Secondo i più attenti ci sarebbe un errore, cosa che anche noi abbiamo riscontrato.
Se potete rivedetevi la scena. Pare che a Charlie sia rimasto in mano proprio il bigliettino che sarebbe dovuto volare col gabbiano!! Vi mostriamo il dettaglio.


Intanto in un posto più lontano, il gruppo capeggiato ora da Locke e Sayid, che hanno fatto di Bakunin un prigioniero, raggiungono una specie di confine di territorio delimitato da dei piloni con delle strane parti metalliche in cima. Il pensiero è che si tratti di un sistema di difesa, per impedire l’accesso agli estranei.
In breve scopriranno che quel sistema di difesa era altamente mortale. Bakunin infatti ne fa le spese. Ciò permette al gruppo di oltrepassare l’ostacolo e raggiungere othersville ovvero il villaggio degli altri, scoperto nel primo episodio di questa terza stagione. E tutti sono sorpresi di vedere Jack a proprio agio.









immagini tratte dalla galleria di Lost Media
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