Febbraio 6, 2008
Veramente uno dei più belli visti finora, questo diciannovesimo episodio della terza stagione di Lost.
Ripercorriamo la puntata con la consueta analisi attraverso i dettagli e il riassunto di quanto successo.
Come accauto per L’Uomo di Tallahasse questo episodio ci ha emozionato e coinvolto maggiormente, rispetto alle altre puntate della terza season finora viste .
Tant’è che Il Brigantino prende forma dal dopo L’uomo di Tallahasse, ma anche dall’episodio Abbandonate.
Infatti (dopo una breve assenza) rivediamo in azione Locke, i cui flashabck sono centrati su quanto accaduto sull’isola giorni prima ovvero dopo averlo visto salutare Kate, prima che la ragazza venisse drogata nell’episodio 3×15 Abbandonate e dopo ancora aver visto con un certo stupore suo padre davanti a sè.
Ben offre così a John la possibilità di diventare uno degli Others, chiedendo in cambio un gesto particolare: sbarazzarsi di suo padre Anthony Cooper, sbucato dalla scatola magica di Benjamin.
Conosciamo il carattere di Locke, e mai avrebbe ucciso con le proprie mani quell’uomo.
Così ricorre ad un piano, quasi ingannando Sawyer.
E una volta accompagnato Sawyer alla Roccia Nera, l’americano si trova davanti un uomo incappucciato, si tratta di Anthony Cooper.
Saywer è perplesso e non ne comprende il motivo.
Quando poi i pezzi cominciano a combaciare formando un inaspettato drammatico puzzle, la vendetta sta per compiersi (Sawyer gli farà leggere pure la lettera da lui scritta quando era ancora bambino). L’uomo che ha davanti è proprio il Sawyer atteso da tempo! Ed Anthony Cooper ne è sorpreso, quanto impaurito.
In quei minuti drammatici, Sawyer metterà fine a tutto.
Preso dalla rabbia, uccide quell’uomo che gli ha rovinato la vita e lo fa usando quelle vecchie catene, stringendo il collo a quell’uomo che anni ferì a morte la madre del piccolo James Ford.
Locke dirà grazie a Sawyer.
Ma prima ancora, Richard Alpert pare convincere Locke a passare all’azione usando Sawyer: gli fornisce infatti una cartella contenente tante informazioni sull’americano.


















Mentre Locke attende che Sawyer compia il fatidico gesto, incontra Danielle carica di dinamite.
Cos’avrà mai in mente la francese ?

Intanto Desmond si chiede se ci si può fidare ancora di Jack.
Sayid e Hurley discutono sul da farsi. Kate intanto si avvicina ai due, e capisce che qualcosa aleggia per l’aria. E a quel punto le spiegano della presenza di Naomi e di quanto accaduto. Kate è sorpresa che non lo avesse saputo da subito.
Così la ragazza corre dal dottore a chiederne i motivi ma Jack non ha le parole per farlo: nemmeno lui era al corrente di Naomi e del resto!








Ma Jack e Juliet cercano di mettere la calma.
Hanno in mente un loro piano.

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Febbraio 6, 2008
Bello e avvincente questo sedicesimo episodio della terza stagione.
A nostro avviso, assieme a quello Locke centrico L’Uomo di Tallahassee, è uno dei migliori visti finora.
Vediamo qualche punto da prendere in esame tra dettagli e curiosità.

La puntata, coi flashback di Juliet che ci raccontano i primi tempi trascorsi sull’isola, ci svela alcuni particolari molto interessanti come ad esempio le donne dell’isola non riescono a portare a termine la gravidanza e che addirittura muoiono nel tentativo, oppure la stazione Flamma ovvero quella delle telecomunicazioni che avevamo già visto nella puntata 3×11 Digitare 77, custodita da Mikhail Bakunin. Un vero e proprio centro di raccolta di informazioni, che permette di vedere cosa c’è al di là dell’isola. Sarà motivo per Juliet di venire a conoscenza e di avere una prova che la sorella Rachel è viva, che la malattia del cancro fa parte ormai del passato ma soprattutto che è una madre felice, perchè ha concepito un bimbo chiamato Julian.



Siamo venuti a conoscenza di come Juliet sia arrivata nell’isola di Lost. Prima ingannata sul volo aereo che le avrebbe permesso di raggiungere la sua destinazione, il suo viaggio viene portato a termine a bordo di quel sottomarino, esploso poi per mani di Locke, lo stesso che avrebbe dato a Juliet la speranza di fare ritorno a casa qualche anno dopo. Quella promessa inizialmente mantenuta da Ben ma poi crudelmente negata, perchè Juliet, la dottoressa della fertilità, aveva un lavoro da svolgere sull’isola. Da portare a termine con successo, soprattutto.






Rivediamo i defunti Ethan e Goodwin, che si rivelano essere medici a disposizione dello staff di Ben.
Scopriamo che Goodwin ha avuto una relazione con Juliet, l’unico forse che sia riuscito a dare comprensione e aiuto nei periodi più difficili della donna. E ricompare ancora Richard Alpert, di lui sappiamo e abbiamo visto poco. Era nelle vesti di promoter dell’isola per Juliet e in collegamento video spiava con la telecamera Rachel per mostrarla a Juliet. E la data sul giornale dice chiaro: 22-09-2004, giorno del disastro aereo. Giorno in cui Ben ordina a Richard di fare ritorno. Ed è così che lo rivediamo nell’episodio L’Uomo di Tallahassee, mnetre spinge la carrozzina di Ben.






La strana malattia che colpisce Claire è frutto del periodo in cui la ragazza era stata rapita da Ethan e portata nella stazione medica della Dharma, quella del Caduceo, dove già in passato tenevano gli esperimenti sulle donne gravide, motivo per il quale era stata chiamata Juliet dall’altra parte dell’oceano.
E sarebbe proprio Juliet ad avere la soluzione per poter far guarire Claire.




Piccolo dettaglio, l’incisione sull’albero.
E’ identico al simbolo marchiato sulla schiena di Juliet, il giorno del suo processo.

Abbiamo assistito con emozione al ritorno di Jack al campo.
Le reazioni dei compagni però non sono amichevoli nei confronti di Juliet, specialmente da parte di Sawyer. Hurley tenta un approccio con Juliet, che gli rifila pure una simpatica battuta.
Le scene finali ci mostrano Juliet fare la tenera con Jack in riva al mare.
Ma una scena caratterizzata dal flashback ci mostra il contrario di tutto. Con sorpresa e sconcerto.
Juliet ha un piano con Ben. Juliet sta tessendo una trama già studiata.
E il bello a quanto pare deve ancora arrivare. Il suo lavoro sull’isola non è ancora finito!









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Gennaio 21, 2008
Dettagli e curiosità per questo quindicesimo episodio di Lost.
Puntata decisamente interessante e movimentata. A tratti coinvolgente.
Bella e viva la fotografia, buoni anche gli effetti speciali che ci hanno mostrato in maniera più dettagliata il fumo nero. E a proposito, ma lo avete visto bene il fumo nero ?! Ma cosa sarà mai ? E’ un qualcosa di meccanico ? Lo manovra qualcuno ?
Allora, partiamo proprio da questa cosa strana e inquietante!
Kate e Juliet si svegliano nel bel mezzo della giungla, ammanettate.
Non riescono a capacitarsi di cosa sia successo ed entrambi appaiono stordite e confuse.
Qualcuno sicuramente le ha portate li e Juliet dice qualcosa del tipo che loro l’hanno lasciata nella giungla. Probabilmente come dice il titolo della puntata “Left Behind” ovvero “lasciata indietro”, anche se la traduzione della produzione italiana intende quella frase come “abbandonate”.
Kate suggerisce senza esitazione di tornare indietro e di mettere in salvo Jack e Sayid. E’ sicura infatti che i due amici siano ancora lì, vivi, benchè siano stati storditi dal gas come è stato fatto per Kate. E racconta pure a Juliet di aver visto un gruppo degli Others allontanarsi di fretta indossando degli zainetti e delle maschere antigas. Ma Juliet non vuole tornare indietro. Si scatena un temporale. Tra le due nasce un diverbio e pure una lotta, finchè sentono dei rumori profondi e si mettono a correre via: sanno di essere in pericolo.
E il pericolo si chiama fumo nero. Questa cosa (che Juliet pare vedere per la prima volta) si avvicina molto alle due ragazze e sembra scattare delle foto, dal momento che si innescano dei flash. Più tardi sono decise a tornare indietro a othersville Grazie all’attivazione della barriera sonica, Juliet e Kate si mettono in salvo. Il fumo nero ha come davanti a sè un muro e non può oltrepassarlo.














Passato il pericolo del fumo nero, Kate e Juliet raggiungono il villaggio.
E Kate ritrova Jack come sospettava: è sdraiato sul pavimento di una casa, drogato.
Discutono su quello che è successo negli attimi precedenti, Jack chiede se c’è pure Juliet insieme a lei e poco dopo si incontreranno.
A quel punto Jack pensa che è ora di fare ritorno al campo e con loro andrà pure Juliet.
Ma Kate e Sayid non sembrano approvvare questa decisione presa da Jack: Juliet potrebbe creare un sacco di problemi!




Tra le curiosità, vogliamo segnalarne una interessante.
Quando Locke si reca da Kate per salutarla, dal momento che lui va via con gli altri, la ragazza si trova nella sala giochi. Possiamo notare la scatola da gioco di Mouse Trap, quando Kate si fa sorprendere da Juliet. Se lo ricordate, abbiamo visto il Mouse Trap nell’episodio numero 19 della prima serie Deus Ex Machina. In un flashback ci viene mostrato proprio Locke intento a sistemare quel gioco. E c’è un bambino che gli chiede informazioni su come funziona. Locke lo accontenta e gli confida pure che lui da bambino col Mouse Trap ci giocava con suo fratello.




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dettaglio di Darkufo
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Gennaio 21, 2008
Uno degli episodi più belli ed intensi visti finora.
Terry O’Quinn che dà il volto a John Locke è il protagonista di questo episodio e la sua interpretazione è stata una delle migliori che abbiamo apprezzato in questo scorcio di stagione. A noi ha emozionato le scene finali dopo l’incidente che lo ha reso paralizzato sono state forti.
Il tredicesimo episodio ci svela così in che modo John Locke ha perso l’uso delle gambe. E chi soprattutto gli ha causato la rottura della spina dorsale, che ha reso la vita quasi impossibile al nostro Locke: suo padre. Quello che in passato lo aveva truffato, quello che gli ha dato moltissime delusioni e che l’ha fatto soffire.
E per Locke rivedersi suo padre Cooper davanti agli occhi, imbavagliato, con la camicia insaguinata, lì, in quell’isola maledettamente misteriosa è motivo di sorpresa e stupore per Locke. E la stessa reazione è quella che abbiamo avuto noi telespettatori.




Emozionanti e commoventi le immagini che ci mostrano il risveglio di Locke all’ospedale.
Tumefatto, costretto a stare immobile sul letto, la carrozzina è li accanto.
L’infermiere aiuta Locke, dandogli forza e coraggio. Ma lui fare non farcela, non riesce ad accettare ciò che gli è capitato e sedersi sulla carrozzina è motivo di pianto e di dolore.
Ancora una volta la sua vita pare andare a pezzi.









La scena finale sorprende moltissimo John Locke: suo padre è davanti ai suoi occhi.

C’è stato un altro momento movimentato in questa puntata che ha raccontato l’ottantesimo giorno sull’isola dei nostri losties.
Locke (forse su pressione psicologica di Ben) fa saltare il sottomarino, facendo perdere così le speranze (le uniche) a Jack e Juliet, che da li a pochissime ore avrebbero potuto lasciare l’isola e fare ritorno a casa.
Poi vediamo nuovamente il dottor Richard Alpert, stavolta nel presente, dopo averlo incontrato nel flashback di Juliet.




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Gennaio 16, 2008
La dodicesima puntata dedicata a Clarie ci ha riservato un bel colpo di scena.
Vediamo allora nei dettagli, le curiosità di questo episodio che non è stato poi così male!
Partiamo dai minuti iniziali, con il flashback di Claire.
Dopo varie puntate, l’inizio si avvia con l’apertura dell’occhio di uno dei protagonisti. Stavolta è toccato a Claire. La ragazza è coinvolta in un incidente stradale assieme alla madre, che avrà la peggio: cade in coma.
E quando Claire va a fare visita alla madre fa la conoscenza di suo padre, colui che credeva morto molto tempo prima. Si tratta così di Christian Shephard ovvero il papà di Jack.
Si innesca così un meccanismo del tutto incredibile. Sull’isola ci sono due fratellastri che assolutamente non sanno nulla di questo legame di parentela.
Su proposta di Christian, prima che lui lasci l’Australia, i due si incontrano, così Christian ha modo di raccontare a Claire il passato vissuto insieme. Discutono poi sulle scelte da prendere dal momento che le condizioni di salute della mamma non sono per niente buone. E proprio per questo l’incontro non termina nel migliore dei modi.







Sull’isola, intanto, Claire e Charlie tentano di lanciare dei messaggi affinchè qualcuno possa accorrere in loro aiuto.
Così prima si affidano ad un gabbiano legandogli alla zampa un biglietto. Ad un gabbiano perchè come dice Claire in quella stagione i gabbiani migrano verso sud e che gli scienziati li hanno sondati per seguire la loro migrazione. Così propone a Charlie di aiutarla affinchè un gabbiano possa recapitare agli scienziati il loro messaggio d’aiuto.
Ed ecco il testo del messaggio.
Siamo i sopravvissuti del volo Oceanic 815.
Siamo ancora in vita su quest’isola da 80 giorni.
Eravamo in volo da 6 ore quando il pilota ha detto che eravamo fuori rotta ed ha virato verso le Fiji.
Ci siamo imbattuti in una turbolenza e siamo precipitati.
Siamo rimasti ad aspettare qui tutto questo tempo in attesa di soccorsi che non sono arrivati.
Non sappiamo dove ci troviamo. Sappiamo soltanto che non ci avete trovato.
Abbiamo fatto del nostro meglio per vivere su quest’isola.
Alcuni di noi hanno accettato il fatto che potremmo non lasciarla mai.
Non tutti sono sopravvissuti dopo l’incidente, ma c’e’ anche una nuova vita e con essa, c’è speranza.
Siamo vivi.
Per favore, non abbandonateci.



Secondo i più attenti ci sarebbe un errore, cosa che anche noi abbiamo riscontrato.
Se potete rivedetevi la scena. Pare che a Charlie sia rimasto in mano proprio il bigliettino che sarebbe dovuto volare col gabbiano!! Vi mostriamo il dettaglio.


Intanto in un posto più lontano, il gruppo capeggiato ora da Locke e Sayid, che hanno fatto di Bakunin un prigioniero, raggiungono una specie di confine di territorio delimitato da dei piloni con delle strane parti metalliche in cima. Il pensiero è che si tratti di un sistema di difesa, per impedire l’accesso agli estranei.
In breve scopriranno che quel sistema di difesa era altamente mortale. Bakunin infatti ne fa le spese. Ciò permette al gruppo di oltrepassare l’ostacolo e raggiungere othersville ovvero il villaggio degli altri, scoperto nel primo episodio di questa terza stagione. E tutti sono sorpresi di vedere Jack a proprio agio.









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Gennaio 16, 2008
Andiamo a scoprire insieme dettagli e curiosità relativi al decimo episodio Tricia Tanaka è morta, dedicata al passato di Hurley.
Questa puntata tra l’altro, come accaduto in precedenza per , non è stata all’altezza delle aspettative da parte dei fans lostiani, in quanto di risposte ai misteri nemmeno l’ombra. Semmai i dubbi aumentano di settimana in settimana.
C’è da dire comunque che abbiamo visto una puntata bella, a tratti divertente e rilassante.I momenti flashback ci mostrano le disavventure di Hurley, legati alla sua sfortuna e a quei numeri che gli hanno permesso di diventare milionario ma pure molto sfigato!!
E allora i minuti iniziali iniziali ci fanno conoscere Hurley da bambino.
Evidentemente l’infanzia del ragazzo non è stata bellissima avendo avuto un padre assente, che tornerà solamente quando saprà del figlio diventato super milionario.
Facciamo pure la conoscenza di questa Tricia Tanaka che altri non è che la giornalista a caccia di scoop che intervista Hurley, vincitore della grossa somma alla lotteria. La sfortuna che aleggia attorno ad Hurley si rivelerà ancora una volta schiacciante, tanto che addirittura la caduta di un meteorite sul fastfood di proprietà di Hurley causerà la morte della giornalista. Da qui il titolo all’episodio, quando un Hurley buffo e ricoperto di polvere delle macerie rientrerà in casa esclamando: Tricia Tanaka is dead!







Sull’isola intanto vediamo ancora all’opera Hurley, in uno dei momenti più divertenti ed esilaranti della puntata.
Il ritorno di Vincent è segno di nuove scoperte.
Intanto arriva alla spiaggia con un braccio fra i denti decomposto da anni, con delle chiavi appese.
Hurley osserva quelle chiavi (e probabilmente per un attimo la sua mente lo riporta a quando era bambino e aveva la passione per le auto). Capisce che Vincent ha qualcosa da mostrare e Hurley si mette all’inseguimento del cane. Vincent così lo condurrà all’interno della giungla alla scoperta del Van tipo Wolkswagen di proprietà della Dharma.




Nel mentre Sawyer e Kate fanno finamente ritorno.
Sawyer non perde tempo nel voler recuperare quello che era il suo bottino prima che venisse imprigionato in gabbia dagli others.
Kate, invece, è ostinata da voler tornare indietro e riprendersi Jack. E ne parlerà con Sayid e Locke.
Più tardi, con loro, si unirà anche Danielle Rousseau.




Dentro al furgone scopriamo un corpo mummificato appartenente a tale Roger, un mucchio di lattine da birra e dei documenti.
Questo Roger ha indosso una tuta della Dharma col il simbolo della stagione Cigno e recante la scritta accanto al nome “Wark Man”, evidentemente si trattava di un operaio.
Quello che si riesce a capire dai documenti è che il foglio è della Honolulu Lahui, un’organizzazione no profit che esiste nella realtà, il cui scopo è di mantere in vita le tradizioni delle precedenti comunità hawaiane. Poi ancora Sawyer trova una mappa stradale si riconosce la stazione Cigno. Ma non sappiamo dire con certezza che congiunzione hanno quelle strade disegnate su quella mappa.





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Gennaio 7, 2008
La puntata numero otto è dedicata a Jack.
Non ci sono molti particolari e curiosità da svelare, e dobbiamo anche aggiungere che a noi l’episodio non ha entusiasmato tantissimo, cosa che viene riscontrata leggendo i commenti dei fans su alcuni forum dedicati alla serie.
La puntata non ha portato una ventata di risposte ai misteri dell’isola e dei personaggi, ma possiamo consolarci del fatto che ci è stato spiegato il perchè del tatuaggio di Jack, avvenuto a Phuket.

Sull’isola, intanto assistiamo alla punizione che deve subire Juliet, che viene marchiata colpevole dell’uccisione di uno degli others, lasciando così via libera alla fuga di Sawyer, Kate e Karl, momento finale dell’episodio Non a Portland. Jack farà da testimone davanti allo sceriffo della comunità, una donna chiamata Isabel. Rinchiuso in gabbia vedrà un gruppo di persone dirigersi al tribunale dove si terrà ilprocesso di Juliet. Ci sono i bimbi sopravvissuti che si trovavano nella coda dell’aereo al momento dell’incidente, e anche Cindy, l’hostess del volo 815. Jack, chiederà a Ben di salvare Juliet dalla condanna a morte, lui in cambio gli darà le cure e gli aiuti possibili per la sopravvivenza postoperatoria, dal momento che se Ben non riceverà le cure adatte potrebbe anche non camminare più. Ben acconsentirà alla proposta di Jack, ma non si tirerà indietro dal fare marchiare Juliet.
Qualcosa cambia tra i programmi di Ben.
Infatti la sera dopo, come Juliet aveva anticipato a Jack quando gli mostra il marchio, sono pronte le barche, per andare nel posto che Ben chiama “casa” e poter quindi ricevere le cure di cui ha bisogno e stare a riposo e trascorrere lì la convalescenza. Ma anche perchè teme che gli amici di Jack possano arrivare nell’isola e aiutarlo a scappare.
Intanto da qualche altra parte, Sawyer e Kate continuano il loro viaggio di ritorno verso la spiaggia, mentre Karl ha preferito fare ritorno da Alex, dopo che Sawyer lo ha lasciato libero di andare via.








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Gennaio 7, 2008
Episodio numero 7 e giorno numero 73 sull’isola, coi flashback centrati sul passato di Juliet, il nuovo volto di questa appassionante stagione televisiva di Lost.
Ripercorriamo insieme alcuni momenti della puntata andata in onda lo scorso lunedi, analizzandone dettagli e curiosità.
Il passato della dottoressa ci porta al periodo in cui si trova a Miami, dove Juliet lavora presso il Miami Central University Medical Research, il cui capo è l’ex marito Edmund Burke.
e nei primi minuti del flashback la troviamo in compagnia della sorella Rachel. Juliet infatti sta tentando di rendere fertile sua sorella, malata di cancro e da sempre infertile.
Qui ci accorgiamo subito di due curiosi particolari.
Anzi tutto l’aereo che vola nel cielo notturno della metropoli americana. Guarda caso è della Oceanic Airlines.
Il test di gravidanza che viene usato per sottoporre Rachel, è marchiato Widmore.
Nel frattempo, Juliet riceve una grossa offerta da parte di Ethan e del dottor Alpert per lavorare alla Mittelos Bioscience Corporation in una località che proprio non è Portland (dicono i due poi a Juliet). Da qui il titolo alla puntata Not In Portland.
Juliet dice che avrebbe accettatato solo nel caso in cui il suo ex marito sarebbe stato travolto da un autobus. Ed è quello che accade qualche ora dopo. E ancora la casualità ci mostra che l’autobus che investe Burke pubblicizza le barrette Apollo Candy.






Sull’isola. Sawyer e Kate riescono a scappare. Ma per raggiungere l’isola hanno bisogno almeno di una barca, e sarà proprio Alex ad aiutarli, in cambio di un favore: salvare Karl dalla prigione degli others in cui è tenuto e sorvegliato. Arrivati alla cella numero 23, trovano Karl in stato non cosciente legato ad una sedia, con degli occhiali con i led blu indossati, forzato a guardare ripetutamente un video di immagini e frasi con della forte musica, da fargli insomma un bel lavaggio del cervello stile Arancia Meccanica. Durante il cammino di ritorno, Sawyer e Kate scoprono che Alex è figlia di Ben. Giunti alla riva, Kate si mette in comunicazione con Jack che la convince a lasciare l’isola e di non tornare indietro. Momenti drammatici.
Una volta convinta, Kate con Sawyer caricano Karl sulla barca, i tre lasciano l’isola, sani e salvi.
Nel mentre Jack non vuole salvare Ben. Ma costui gli chiede di parlare con Juliet, la quale dopo aver terminato il colloquio con Ben, convince di Jack di continuare con l’operazione e di salvarlo.
Più tardi Juliet confiderà a Jack di trovarsi sull’isola esattamente da 3 anni, 2 mesi e 28 giorni e che se lei avesse convinto Jack a salvare Ben, lei avrebbe ottenuto la promessa fattele: quella di poter ritornare a casa.









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Dicembre 17, 2007
Analizziamo i dettagli più interessanti di questa puntata.
Il cinquantacinquesimo episodio di Lost ha come protagonista Kate.
I suoi ricordi ci riportano a due momenti particolari della sua vita prima dell’isola.
Quello relativo al suo matrimonio con Kevin (tra l’altro un poliziotto), quando però la ragazza si faceva chiamare Monica.
E quando usando un test di gravidanza Monica scopre di non essere incinta. Tra l’altro scopriamo un particolare piuttosto curioso: la marca di quel test è Widmore. Successivamente Kate è costretta a scappare, droga Kevin, spiegandogli che è una fuggitiva, e se ne va lasciandolo solo, restituendogli quella collana, che la mamma di Kevin regalò a Kate per il suo matrimonio secondo la tradizione di famiglia.




Sulla terra ferma, Locke e gli altri decidono di portare Eko nella giungla e di seppellirlo, per non spaventare ulteriormente gli altri superstiti. E quando Sayid chiede a Locke cosa è stato a uccidere Eko, John risponde che è stato il mostro a finire Eko. Quel mostro ancora a tutti sconosciuto, dove Locke a differenza non ci ha visto la morte, ma una luce bianca e comunque piacevole.
Mentre Locke conficca il bastone di Eko sulla sua tomba e pronuncia delle parole in ricordo di Eko, una scritta del bastone del nigeriano attrae l’attenzione di John: Lift up your eyes and look North ovvero Alza lo sguardo e guarda a nord.


Nella prigione di Kate e Sawyer i due si lasciano ad un momento di passione , anzichè scappare.
Jack nel mentre è lasciato libero (apposta, presumiamo noi) e raggiunge la sala di monitoraggio di BEn e assiste alla scena hot tra Sawyer e Kate e in particolare quando Sawyer dice a Kate di amarla.
In quel momento Jack decide di operare Ben in cambio della libertà dei suoi due amici. E sarà così che Jack durante l’operazione recide un rene di Ben e si rifiuta di ricucirlo finchè Sawyer e Kate non saranno liberi. E giunge il momento in cui Jack urlerà a Kate di scappare con Sawyer e di mettersi in salvo. E soprattutto di non tornare indietro.





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Dicembre 17, 2007
Emozionante l’episodio dedicato a Eko e al suo passato.
I flashback iniziali ci mostrano Eko e suo fratello Yemi quando erano bambini.
Dopo che Yemi (ferito e probabilmente in fin di vita) riesce a mettersi in fuga sul beechcraft dei narcotrafficanti , dopo la sparatoria all’aeroporto, i soldati nigeriani conducono Eko alla chiesa, credendolo un vero sacerdote. Da quel momento Eko diventa il prete della comunità.







Nell’isola Eko vede suo fratello Yemi nella tenda. Eko fugge alla ricerca di Yemi nella giungla, ma poi barcolla e cade. A quel punto uno per uno a lui appaiono i demoni del passato: uno con la gola squartata, uno con un braccio mozzato e un altro (che si chiama Emeka) che è inginocchiato davanti ad Eko e chiede pietà per la sua vita. Le due successive visioni portano però a Eko di scappare ancora. Poco più tardi un altro incontro con Yemi sancisce praticamente la fine di Eko, quando poi il mostro lo prende, lo sbatte da una parte all’altra e lo riduce in fin di vita.
Le ultime sospirate parole saranno quelle pronunciate a Locke: “You will are next!“










Nel luogo in cui Jack è tenuto prigioniero, assistiamo al funerale della donna appartenente agli Others.
Nella gabbia dove Jack è tenuto prigioniero, dopo un altro colloquio con Ben a proposito del tumore che afflige quest’ultimo, Juliet parla con Jack. E se da un lato consiglia a Jack di operare Ben e salvargli quindi la vita, dall’altra tramite un filmato che fa partire da una videocassetta dove Juliet attraverso dei cartelli spiega a Jack quanto sia pericolo e bugiardo Ben e che qualcuno degli Others lo verrebbe addirittura morto, per cambiare. E che se Jack deciderà di uccidere Ben, Juliet lo proteggerà.





Nella stazione Perla facciamo meglio conoscenza di una new entry in Lost.
Da oggi entra ufficialmente in azione Nikki, la compagna di Paulo, che abbiamo visto nel precedente episodio. E sarà la stessa Nikki ad attirare l’attenzione di Locke e Sayid, quando una telecamerà accesa che inquadra una stanza sconosciuta e mostra il viso di un uomo alquanto inquietante.



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